22/04/2006

Giornata mondiale del libro!

logoUna mia cara amica mi segnala che domani si celebra la Giornata Mondiale del Libro, sotto il patrocinio Unesco, che vede anche l'avvio di "Torino capitale mondiale del libro con Roma".

In realtà le nostre biblioteche, grandi e piccole, rappresentano ormai uno dei pochi baluardi culturali in cui imparare ad amare la lettura e la cultura in generale essendosi trasformati negli anni in veri centri culturali, animati dalle più varie iniziative tese alla diffusione sia della lettura che della cultura.

E' curioso registrare come invece altri luoghi nati con velleità di spazi culturali si siano col tempo trasformati in veri supermercati del libro, con tanto di "librai" rinominati giustappunto commessi.
Mi riferisco alle librerie Feltrinelli dove per la prima volta i dipendenti sono in sciopero (1, 2) per il contratto integrativo e contro la trasformazione delle librerie in supermercati del libro dove non è più possibile alcun rapporto con il lettore/acquirente. Ed hanno pure un loro blog!

Anche questo, in una catena libraria nata "di sinistra" è indice di quanto sia penetrato in profondità il verbo consumistico... dove prima gli acquisti erano decisi dalla sensibilità degli operatori locali ora si centralizza tutto in un unico punto con evidenti risparmi economici ma con altrettanto evidente appiattimento culturale ed omologazione del lettore/cliente (curioso notare che anche nel mondo scolastico ormai lo studente sia un cliente!) sulle scelte di acquisto di una direzione centrale lontana dal territorio e dalle sue proprie esigenze.

Vorrei sorvolare sull'introduzione della precarietà (ops, leggete pure flessibilità) nelle nuove assunzioni, come sulla necessità di far lavorare la domenica senza il salario aggiuntivo (come si legge negli articoli del Manifesto odierno, pag.7)...

Ora mi domando però quale motivo dovrebbe spingermi a continuare a servirmi da una Feltrinelli siffatta e non direttamente dalla Mondadori del nostro ex-premier... possibile che l'imprenditore di sinistra non sappia identificarsi in politiche economiche diverse da quelle attuate dai liberisti o presunti tali?
Comprendo che il fine di qualsiasi attività imprenditoriale sia infine il lucro, ma lucrare meno e rispettare i diritti dei lavoratori e dei lettori (o clienti) non dovrebbe essere possibile/concepibile in un'azienda che si richiama ai valori della sinistra?


p.s.  In realtà L'Unesco ha proclamato il 23 aprile
Giornata Mondiale del Libro e del copyright!

Ma un pensiero sul fatto che ormai i diritti d'autore siano stati portati quasi ovunque a 50-70 anni e rappresentino non tanto il giusto riconoscimento all'autore medesimo quanto una forma di sequestro della libertà di circolazione delle idee e della cultura, vogliamo farlo in questa giornata?


di MarcoP | 22/04/2006
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