29/09/2007
EDUKI: progetto di educazione condivisa
Leggo che Simone Brunozzi (conosciuto anche come Ubuntista) sta lanciando un progetto italiano di "educazione condivisa" che rischia di diventare molto interessante almeno stando alle premesse:Eduki (”insegnare” in lingua esperanto) è un progetto riguardante la creazione e il mantenimento di una piattaforma software aperta per mettere a disposizione un ambiente in cui insegnanti, studenti, università e aziende possono contribuire alla creazione di contenuto libero e aperto.Tecnicamente Eduki consisterà in una piattaforma aperta (come Communia del Politecnico di Torino, ILIAS, SLOOP, e altri) e comporterà:
Il progetto si limita all’Italia, ma un suo eventuale successo potrebbe renderlo internazionale.
Insomma che dire.... Simone siamo con te!- La creazione di una community di volontari (nello stile di Wikipedia);
- Attività volte a coinvolgere un grande numero di scuole primarie, secondarie ed università, creando una base di contenuti didattici che sia sufficiente per innescare un circolo virtuoso di creazione di contenuti.
- Una organizzazione non-profit che gestisce la proprietà di marchi, i rapporti con la stampa, con il mondo accademico e scolastico, con il Ministero della Pubblica Istruzione, l’assunzione di personale per il mantenimento della struttura, la ricerca di fondi per rendere sostenibile l’iniziativa nel lungo termine.I contenuti saranno sempre rilasciati con licenze Creative Commons che consentano la copia, l’utilizzo e la distribuzione, anche a fini commerciali.
I software e le piattaforme utilizzate saranno tutti open source, possibilmente GPL, e ovviamente basati su Linux.
;-)
27/09/2007
Myanmar: appello per cessare la repressione
La sera del 25 settembre circa 300 persone sono state arrestate durante le proteste contro la giunta militare del Consiglio di Stato per la pace e lo sviluppo (Spdc), nell’ex capitale Yangon, nella seconda città più grande, Mandalay, così come a Meiktila, a Pakokku e a Mogok. Amnesty International ha appreso che diverse persone sono entrate in clandestinità per evitare l’arresto.....Leggi e firma l'appello!




