29/04/2006
Spazi per la cultura.
Tra le tante attività proposte dalla giunta Veltroni non possiamo non ricordare quelle dedicate alla cultura in genere con le varie "case di...", spazi vivi per la cultura.Segnaliamo, solo per fornire un'idea delle attività svolte in questi spazi, quanto in programma nella casa della memoria per la prossima settimana, subito dopo il primo maggio.
"La Casa della Memoria e della Storia è una istituzione del Comune di Roma alla cui attività e gestione partecipano Associazioni che rappresentano la memoria storica dell'antifascismo, della Resistenza, della guerra di Liberazione, della memoria del Novecento e Istituti culturali che hanno finalità di ricostruzione, conservazione e promozione di tale memoria."Ma ci sono anche altri spazi, autonomi, forse anche frutto della politica lungimirante che il Sindaco Veltroni ha tenuto nei confronti della cultura; "L'Angelo mai" è uno di questi, ma è in attesa di sfratto:
"un ex-convitto sito nel rione Monti a Roma, abbandonato per circa quindici anni e occupato il 17 novembre 2004 dal Comitato Popolare di Lotta per la Casa. Al suo interno convivono venticinque famiglie sfrattate, tutte aventi diritto ad una casa popolare, una ciclofficina popolare e la onlus Probasis che gestisce le attività culturali che si svolgono in un teatro, in una chiesa sconsacrata e nelle aule del piano terra.
Inoltre l’Angelo Mai ospita l’Associazione rione Monti, l’associazione più antica del rione sfrattata da qualche mese dalla sede storica in piazza Madonna dei Monti. Il Comitato Popolare di Lotta per la Casa e Probasis Onlus portano avanti la battaglia del diritto alla casa e alla cultura e l'Angelo Mai, nell’ultimo anno, ne è stato l'emblema.Attraverso spettacoli, concerti, mostre, spazi per le prove, laboratori, l’Angelo Mai occupato ha raccolto il bisogno di esprimersi di molti artisti, la necessità di fruire dell'arte a prezzi modici dei più di diecimila iscritti all'associazione (e dei circa cinquantamila frequentatori), in poco più di un anno, nonché la solidarietà di molti artisti."
29/04/2006
27/04/2006
Precarietà e flessibilità all'italiana..
Il premio Nobel per l’economia Joseph E. Stiglitz scrive a Grillo:
“Caro Beppe,
dall'Italia mi giungono notizie allarmanti: la legge sul primo impiego viene ritirata in Francia dopo poche settimane di mobilitazione studentesca e da voi la legge 30 resiste senza opponenti dopo anni. Permettimi allora una breve riflessione Nessuna opportunità è più importante dell'opportunità di avere un lavoro. Politiche volte all'aumento della flessibilità del lavoro, un tema che ha dominato il dibattito economico negli ultimi anni, hanno spesso portato a livelli salariali più bassi e ad una minore sicurezza dell'impiego. Tuttavia, esse non hanno mantenuto la promessa di garantire una crescita più alta e più bassi tassi di disoccupazione. Infatti, tali politiche hanno spesso conseguenze perverse sulla performance dell'economia, ad esempio una minor domanda di beni, sia a causa di più bassi livelli di reddito e maggiore incertezza, sia a causa di un aumento dell'indebitamento delle famiglie..."
26/04/2006
24/04/2006
25 aprile 2006

Questa La Padania odierna:

No comment! ;-(
Ascoltiamoci invece l'intervista a Massimo Rendina, presidente ANPI-Roma (Mp3)
Fonte: Articolo21
23/04/2006
Donne e nuove tecnologie
progetto finanziato nell’ambito dell’Iniziativa Comunitaria Equal, intende contrastare la segregazione professionale femminile nell’ambito delle Tecnologie dell’Informazione e Comunicazione (TIC), affrontando in maniera innovativa il tema del gender digital divide. Il progetto si basa sul presupposto che le tecnologie non sono neutre, ma sono pervase da specifici modelli, interessi e punti di vista in grado di distribuire le risorse ed il potere in modo diseguale; il sapere tecnologico si è sviluppato sull’immagine e sul simbolico maschile proponendosi come oggettivo, slegato dai valori umani e sociali.
continua...
22/04/2006
Giornata mondiale del libro!
Una mia cara amica mi segnala che domani si celebra la Giornata Mondiale del Libro, sotto il patrocinio Unesco, che vede anche l'avvio di "Torino capitale mondiale del libro con Roma".In realtà le nostre biblioteche, grandi e piccole, rappresentano ormai uno dei pochi baluardi culturali in cui imparare ad amare la lettura e la cultura in generale essendosi trasformati negli anni in veri centri culturali, animati dalle più varie iniziative tese alla diffusione sia della lettura che della cultura.
E' curioso registrare come invece altri luoghi nati con velleità di spazi culturali si siano col tempo trasformati in veri supermercati del libro, con tanto di "librai" rinominati giustappunto commessi.
Mi riferisco alle librerie Feltrinelli dove per la prima volta i dipendenti sono in sciopero (1, 2) per il contratto integrativo e contro la trasformazione delle librerie in supermercati del libro dove non è più possibile alcun rapporto con il lettore/acquirente. Ed hanno pure un loro blog!
Anche questo, in una catena libraria nata "di sinistra" è indice di quanto sia penetrato in profondità il verbo consumistico... dove prima gli acquisti erano decisi dalla sensibilità degli operatori locali ora si centralizza tutto in un unico punto con evidenti risparmi economici ma con altrettanto evidente appiattimento culturale ed omologazione del lettore/cliente (curioso notare che anche nel mondo scolastico ormai lo studente sia un cliente!) sulle scelte di acquisto di una direzione centrale lontana dal territorio e dalle sue proprie esigenze.
Vorrei sorvolare sull'introduzione della precarietà (ops, leggete pure flessibilità) nelle nuove assunzioni, come sulla necessità di far lavorare la domenica senza il salario aggiuntivo (come si legge negli articoli del Manifesto odierno, pag.7)...
Ora mi domando però quale motivo dovrebbe spingermi a continuare a servirmi da una Feltrinelli siffatta e non direttamente dalla Mondadori del nostro ex-premier... possibile che l'imprenditore di sinistra non sappia identificarsi in politiche economiche diverse da quelle attuate dai liberisti o presunti tali?
Comprendo che il fine di qualsiasi attività imprenditoriale sia infine il lucro, ma lucrare meno e rispettare i diritti dei lavoratori e dei lettori (o clienti) non dovrebbe essere possibile/concepibile in un'azienda che si richiama ai valori della sinistra?
p.s. In realtà L'Unesco ha proclamato il 23 aprile Giornata Mondiale del Libro e del copyright!
Ma un pensiero sul fatto che ormai i diritti d'autore siano stati portati quasi ovunque a 50-70 anni e rappresentino non tanto il giusto riconoscimento all'autore medesimo quanto una forma di sequestro della libertà di circolazione delle idee e della cultura, vogliamo farlo in questa giornata?

