19/05/2005
Una volontaria della pace diversa dall'altra?
In questi giorni ormai pre-estivi, c'è un nuovo rapimento di una giovane appartenente alla cooperazione internazionale "CARE"; questa volta è accaduto nel pacificato Afghanistan, a dimostrazione che nonostante tutto non è possibile esportare la democrazia con le armi.
Ed un'altra giovane afghana di 24 anni, conduttrice della MTv locale, è arrivata all'ospedale di Emergency uccisa da un colpo alla testa; la sua colpa?
Vestire all'occidentale e sentirsi libera, probabilmente. :-(
Quello che lascia sorpresi invece è la differenza di reazione della galassia pacifista: immediata e di piazza per le due Simone e Giuliana, quasi silenziata per questa giovane la cui organizzazione non appartiene al variegato arcipelago pacifista più volte sceso in piazza, ma è indipendente.
Ma la vita umana dovrebbe essere identica, altrimenti in cosa differiamo da chi pretende di nascondere gli interessi economici dietro la democrazia delle armi?
Rifiuto il pensiero di dover manifestare solo per chi si sente affine al proprio pensare... e queste considerazioni sono state condivise da molte di quelle persone che allora scesero in piazza.
Ma allora che succede?
Veramente ci siamo assuefatti ad un mondo di violenza e terrore, proprio quel mondo che tutti noi diciamo di rifiutare e che l'ottimo Chomsky continua a spiegarci dai suoi libri?
Ci facciamo prendere dalla stanchezza, dal privato...
No, nonostante tutto voglio urlare che la pace e la vita umana sono troppo importanti per lasciarli nelle mani di un gruppo di vecchi neo-feudatari.
Non fermiamoci proprio ora e non aspettiamo il 2 giugno per sciogliere al vento le bandiere di pace!