29/01/2005
Slow Blog
Per qualche tempo l'aggiornamento di questo blog avverrà in modo molto saltuario e con una certa... lentezza.
21/01/2005
La riforma delle scuole superiori!
Segnalo, dal sito del Miur, lo schema di riforma delle superiori (il famoso "Sistema dei Licei"):" Disponibile il documento di lavoro con i principi e le linee per la riforma del II ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione a norma della legge 53/2003 "
Questo invece lo schema di decreto legislativo.
Mancano ancora le nuove classi di concorso, ma si può facilmente evincere la soppressione delle materie "professionalizzanti" degli ex-istituti tecnici.
:-(
19/01/2005
Creative Commons - Scarichiamoli!
Nel ricordarvi la presenza del sito in italiano di Creative Commons, vi segnalo il nuovo progetto "Scarichiamoli" invitandovi a darne massima visibilità e, se potete, a collaborare.
Il progetto prevede la stesura di un disegno di legge per rendere automaticamente di pubblico dominio tutto ciò che viene sviluppato con finanziamenti pubblici.
Ed il tutto potrebbe essere semplicemente messo a disposizione realizzando un portale del "sapere di pubblico dominio"...
Gli strumenti di discussione di CreativeCommons-It sono il wiki e la lista di discussione italiana.
03/01/2005
Aiutiamoli... pensieri in libertà.
Dalle notizie lette in questi ultimi giorni e seguendo il blog di Pino Scaccia, ho ricavato due convinzioni:
1. le donazioni non sono tutte uguali
2. sarà importante, vista la durata dell'emergenza, che il nostro aiuto non sia estemporaneo.
Ad una settimana dall'evento infatti, ancora non si capisce bene quanto effettivamente è stato stanziato dal Governo per l'emergenza e soprattutto chi e come gestirà gli aiuti in particolare quelli della donazione via Sms.
Si vocifera infatti (1)che parte di quei soldi siano già stati usati per le spese di rimpatrio dei nostri connazionali dalla zona investita dl maremoto (cosa che è di competenza governativa) e molte ong si lamentano della non trasparenza della gestione degli aiuti.
Credo che sia molto semplice dileguare tali dubbi: basta dare massima trasparenza a come vengono spesi i fondi e a chi li sta gestendo.
Proprio per questi dubbi molti stanno invitando a spostare le donazioni a livello comunale o regionale, per avere la possibilità quasi fisica di controllarne l'effettiva utilizzazione.
L'altro punto ci viene dalle osservazioni dell'Onu che parlano di dieci anni per risollevare le economie dei paesi colpiti dal maremoto e dalle dichiarazioni dell'Unicef, relative alla necessità di salvare i bambini sopravvissuti dalle epidemie, a cui sono i più esposti e di velocizzarne il rientro in famiglia (sono infatti segnalate già "sparizioni" di bambini dagli ospedali).
Per questo dobbiamo organizzarci per pensare sul lungo periodo: non possiamo smettere di aiutarli non appena i giornali finiranno di dedicare le prime pagine al maremoto (ed avverrà tra breve).
Ed in questo senso la proposta di lavorare con organizzazioni su scala locale può innescare un circolo virtuoso e prolungato di aiuti.
Se solo riuscissimo, per esempio, a far passare nelle scuole l'idea di un piccolo aiuto settimanale per tutto l'anno scolastico da destinare a comunità locali magari per ricostruire le scuole o gli ospedali o per sistemi di potabilizzazione dell'acqua in attesa che gli stati intervengano...
Sono piccole cose, ma fatte da tanti e prolungate nel tempo possono fare la differenza tra questo ed un altro mondo possibile.
;-)
02/01/2005
Aiutiamoli! Aboliamo il debito..
ALEX ZANOTELLI
Aboliamo il debito
da Il Manifesto del 31 dicembre 2004
Il maremoto nel Sud est asiatico è qualcosa di talmente immane che ci colpisce dritti al cuore.
Ma non vorrei che questo dolore sparisse di colpo il giorno in cui riprenderemo i voli per andare a fare le nostre vacanze in quei paesi martoriati.
Vorrei che questa tragedia costituisse invece un'occasione per riflettere sui poveri del Sud-est asiatico, che sono quelli che hanno pagato maggiormente il prezzo del disastro.
In questo senso, ritengo necessario rilanciare la discussione sul debito: penso che sia imperativo cancellare immediatamente e senza condizioni il debito a tutte le nazioni coinvolte in questo cataclisma.
Al di là dell'emergenza immediata, che pure deve essere affrontata con urgenza, penso poi che tale campagna per la remissione del debito debba essere inserita in un'azione a più vasto raggio, che riguardi tutti i paesi poveri.
Al G8 dell'anno prossimo, che si terrà a Edimburgo, dovrà essere esaminata l'idea lanciata dal ministro delle finanze britannico Gordon Brown, che ha proposto l'abolizione del debito ai 42 paesi più impoveriti della Terra.
Per quanto parziale - dal momento che non riguarda paesi non poverissimi ma comunque strozzati dal debito, come ad esempio il Brasile e l'Argentina - questa proposta è estremamente interessante e deve rappresentare un punto di partenza per un'azione di pressione internazionale della società civile sui governi europei. Campagne in questo senso sono già partite in Inghilterra; non in Italia.
Mi meraviglia il silenzio italiano, soprattutto dopo che nel 2000 il nostro paese ha approvato la miglior legge internazionale sulla remissione del debito.
La legge 209, votata da tutti i partiti di destra e di sinistra, prevedeva la cancellazione del debito come minimo per 8mila miliardi di vecchie lire.
Purtroppo, questo testo è rimasto lettera morta: nel giro di tre anni abbiamo cancellato il debito totalmente a solo due nazioni.
Credo che bisogna cogliere la tragica occasione di questo maremoto per rilanciare la discussione sulla legge 209 e sulla necessità di una campagna internazionale affinché lo spirito di tale testo divenga la politica comune di tutta l'Unione europea.
L'importante è cercare di ottenere la remissione del debito senza condizioni: una tale decisione politica non deve infatti costituire un cavallo di Troia per richiedere in contropartita ai paesi interessati la liberalizzazione dei loro mercati e l'implementazione di quel pacchetto di misure liberiste note come «consenso di Washington».
A chi dice che i conti non torneranno, rispondo che basterebbe che il Fondo monetario internazionale (Fmi) venda una minima parte delle sue riserve in oro per spianare tutti i debiti della terra.
Una proposta di questo tipo non lo si può lanciare semplicemente con un editoriale su un giornale.
Mi piacerebbe invece che tutte le organizzazioni che si sono messe insieme per lanciare la remissione del debito nel 2000 e hanno ottenuto la legge 209 si ritrovino al più presto da qualche parte a Roma, per cercare di far ripartire alla grande questo movimento.
In un momento così tragico e così grave penso che questa sia l'unica cosa decente e veramente seria che possiamo fare.
Il problema è profondamente politico e dobbiamo tentare di risolverlo in maniera politica attraverso misure economiche finanziarie che davvero facciano respirare le popolazioni più povere del pianeta e restituiscano un po' di giustizia a un mondo profondamente disuguale.